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PERCHÉ MOSTRARE IL DITO MEDIO È RITENUTO UN GESTO VOLGARE?
Fonte: focus.it - 17/09/2019
Dall’antica Grecia ai concerti rock: la lunga storia del “digitus impudicus”. Che potrebbe essere stato importato negli Usa dai primi immigrati italiani.
Per l’antropologo Desmond Morris, è uno dei più antichi gesti d’insulto di cui abbiamo memoria. E il suo significato è - da un punto di vista antropologico - inequivocabile. “Il dito medio rappresenta il pene e le dita arricciate su entrambi i lati, i testicoli”, scriveva Morris. “Così facendo, state mostrando a qualcuno un fallo, che è un comportamento molto primitivo”.

ORIGINI. Le origini del dito medio si perdono nella notte dei tempi. Gli antichi romani lo usavano e gli avevano persino dato un nome: digitus impudicus (il dito indecente). Lo attestano le opere di due grandi testimoni del loro tempo: negli Epigrammi di Marziale (40-104 d. C.), un personaggio che ha sempre goduto di buona salute mostra il digitus impudicus a tre medici, quasi a volerli tenere a distanza, e lo storico romano Tacito (56-120 d. C.) scriveva che i membri delle tribù germaniche erano solite mostrarlo all'avanzata dei soldati romani.

DITO ROCK. In anni più recenti, a sdoganare il dito medio sono state rockstar e popstar, da Paul Mccartney a Madonna, passando per Kurt Cobain, spesso immortalati nell’atto di mostrarlo in segno di spregio ai fotografi. Più che Aristofane e Marziale, però secondo Morris a ispirarli sarebbero stati primi immigrati italiani negli Usa, che lo importarono assieme alla pizza. Fu con loro che il gesto divenne popolare per mostrare il proprio malcontento a una persona. La prima evidenza fotografica del dito medio risale al 1886 quando un giocatore dei Boston Beaneaters (un'antica squadra di baseball) lo mostrò, mentre posava in una foto di squadra, probabilmente rivolgendosi ai rivali dei New York Giants.
 
NUOVI SIGNIFICATI. Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti. E il dito medio ha perso un po’ del suo significato distintivo e non è nemmeno più tanto osceno, secondo Ira Robbins, professore di giurisprudenza alla American University di Washington DC, che ne ha studiato il ruolo nella giurisprudenza criminale. "Questo gesto è così ben radicato nella vita di tutti i giorni in molti paesi, e significa molte altre cose, come la protesta, la rabbia o l'eccitazione. Non è più solo un fallo".
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