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NOTIZIA CURIOSA - MUORE MENTRE FA S*E*S*S*O DURANTE UN VIAGGIO D'AFFARI, PER I GIUDICI È "INFORTUNIO SUL LAVORO". LA VEDOVA AVEVA CHIESTO UN RISARCIMENTO
Fonte: today.it - 13/09/2019
TD Readazione
Lo strano caso di un ingegnere deceduto mentre si trovava in trasferta per la sua azienda durante un rapporto s*e*s*s*u*a*l*e in una stanza d'albergo. La Corte, a sorpresa, ha dato ragione alla moglie della vittima che aveva chiesto un risarcimento
Morire facendo s*e*s*s*o durante una trasferta lavorativa, può essere considerato un infortunio sul lavoro? Sembra di sì, almeno secondo i giudici della Corte d’Appello di Parigi, che hanno emanato una sentenza che ha subito suscitato polemiche. Il caso in questione ha inizio nel febbraio del 2013, quando una ditta francese specializzata nella costruzione e manutenzione di binari, decise di inviare alcuni dipendenti in un cantiere del Loiret, nella zona di Orléans, a circa 100 km da Parigi. Tra questi vi era anche l'ingegnere Xavier X. Che, nella sera del 21 febbraio, decise di incontrarsi con una donna. La serata iniziata con una cena finì nella camera d'albergo, ma proprio durante l'atto s*e*s*s*u*a*l*e l'ingegnere francese venne colto da un infarto che non gli lasciò scampo. 

Come racconta l'emittente francese BFM Tv, la moglie dell'ingegnere defunto, dopo la celebrazione dei funerali, fece causa all'azienda, chiedendo un risarcimento per infortunio sul lavoro. Secondo la tesi della donna, il marito non avrebbe mai vissuto quell'esperienza extraconiugale se non fosse stato inviato in trasferta. La ditta rispose che il decesso era avvenuto fuori dall'orario di servizio e fuori dal contesto lavorativo. Ma il s*e*s*s*o, così come una cena o una doccia, fa parte della vita corrente di un essere umano, almeno così ha sostenuto l'avvocato della moglie della vittima, che nella sua tesi ha ribadito come fosse l'azienda a dover dimostrare che ''il salariato ha interrotto la sua missione per dedicarsi a un’attività che le è del tutto estranea''.

Una teoria ai limiti dello stravagante, ma che è stata accolta positivamente dalla Corte d'Appello di Parigi, secondo cui una trasferta lavorativa non è composta soltanto dal tempo che si trascorre effettivamente lavorando, ma anche dal viaggio e dai periodi di riposo. Considerando che l'atto s*e*s*s*u*a*l*e fa parte della vita quotidiana, i giudici hanno deciso che quella fatale ''scappatella'' faceva parte del viaggio di lavoro, dando ragione alla moglie dell'ingegnere.
Adesso i familiari di Xavier riceveranno un sussidio pari all'80% dell'ultimo stipendio percepito, fino all'anno in cui l'uomo non sarebbe andato in pensione. Un caso che, senza dubbio, entrerà negli annali della giurisprudenza, francese e non solo.  
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