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LA STORIA - "LIVIA HA STACCATO I PIEDI DA TERRA ", IL RACCONTO DI UN DOLORE CHE È DIVENTATO SPERANZA
Fonte: livesicilia.it - 11/06/2019
Roberta ha benedetto il suo dolore, con Angelo, il suo compagno di viaggio. Anche se per chi legge sembrerà una stranezza. Ma come, questi hanno visto morire una figlia e sono riusciti a trasformare l'acqua del dolore nel vino della speranza? Ma come, hanno creato un'associazione che raccoglie fondi e aiuta tante persone? Ma come, pure quest'anno, per ricordare Livia, saranno al Teatro di Verdura con 'Sister Act', ancora una volta per beneficenza? E la gente riderà e ballerà. Ma come? E non ci avevano detto che il lutto, come l'ergastolo, non finisce mai?
Infatti, non è finito. Le lacrime non sono sparite. La voglia inappagata di esserci tutti e di abbracciarsi è lì tra il comodino del corridoio e la stanza da pranzo. Eppure, Angelo Morello e Roberta Bonasera ci hanno insegnato, dopo otto anni, che la perdita di Livia, la loro figlia amatissima, una ragazza, una bambina strappata alla vita, giovanissima, da un mal di cuore, è stato il punto di partenza di qualcosa che è grande. Basta andare alla pagina web dell'associazione per scoprire quanti e quali progetti sono nati e corrono ormai da soli.

Roberta racconta ed è bene non interromperla, ascoltarla in silenzio. “Io sono sempre con Livia, come prima, forse pure di più. Abbiamo vissuto e continuiamo a vivere in simbiosi. Dobbiamo dire grazie a molti: a mia sorella Stefania, a chi ci ha aiutato a percorrere un cammino di fede. Ecco, quando dico fede la gente fa la faccia strana. Io e Angelo eravamo come tanti, chiusi nel nostro mondo. I figli, il lavoro, il quotidiano. Da quando Livia ha staccato i piedi da terra, è come se ci fosse un collegamento col cielo. E non lo affermo perché ho le visioni o perché sono impazzita, è così. Io mia figlia la sento con me...

...Ora guardo tutto come se ci fosse una lente d'ingrandimento, come se lassù avessi una famiglia allargata, non solo lei. Non c'è il distacco assoluto. Certo, se mi volto e la cerco non posso accarezzarla, però so che è qui. Prima vedevo le altre ragazze che crescevano e pensavo con tristezza a Livia. Poi è passata. Continuo a vederla crescere negli occhi di quelle ragazze con serenità. Angelo, mio marito, ci parla con Livia anche per le piccole vicende del quotidiano. Non trova parcheggio e sussurra: 'Dai, Liviuzza, aiutami'. E poi posteggia e mi riferisce tutto, sorridendo. Io parlo con lei in macchina, come se fosse accanto a me. Abbiamo lo stesso rapporto di prima, con la stessa intensità...
...Ho partecipato a incontri con genitori che hanno perso figli. E lì ho capito che c'era comunque spazio per amare, che niente era stato smarrito in eterno, che si poteva ricucire. E proseguire. Sono grata per tutto. Anche per l'assenza. Sono grata perché ho riscoperto la fede. Livia non ha staccato i piedi da terra per questo, ma, nel momento più tragico, qualcuno ha aperto una porta bellissima. E lei è la chiave”.
E pure adesso, come in altre occasioni è accaduto per la nostra meraviglia di creature terrestri, la voce di Roberta, nel congedo, è come piena di un'altra che si sovrappone alla sua. Ora parlano in due. O forse sono di più.  
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