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BREVE STORIA DELLA FESTA DI PASQUA A RIESI
Fonte: riesionline.it - 15/04/2019
La domenica precedente la Pasqua, alle 10, in piazza Crocefisso, una coreografica folla di fedeli con gigantesche foglie di palme in mano, alcune alte anche più di due metri, partecipa al rito della benedizione delle palme e dei ramoscelli d'ulivo.

Alle 10.30 dalla Madrice, al festoso ritmo della locale banda musicale, prende il via la prima processione della ricca ed intensa Settimana Santa riesina. Vengono portate a spalla per le vie del centro storico, le statue di S. Pietro e S. Paolo che alla fine degli anni Cinquanta sostituirono i più caratteristici e popolari "Sanpauluna" censurati da un discusso veto vescovile.

Nei tre sabati che precedono la Pasqua, la chiesa del S. Crocefisso apre le sue porte per un sentito pellegrinaggio alle cinque statue - Veronica, Gesù crocefisso, Ecce Homo, Addolorata e San Giovanni - protagoniste della Settimana Santa. Al tramonto, un lunghissimo filo di mortaretti, che percorre due volte il perimetro della piazza, viene acceso in un'interminabile "maschiata" che ricorda a tutti il significativo giorno del periodo pasquale.

Le statue esistono solo nel ricordo dei settantenni, perché intorno al 1952 furono sequestrate, restituite ai proprietari perché contrarie alla convenevolezza religiosa, e quindi dal parroco sostituite da altre due sculture moderne, stile Ortisei, meno «carnevalesche». Le due teste di cartapesta, con le mani, appartenenti a famiglie private fremono ancora dentro le casse, conservate gelosamente. Gli altri simulacri e le altre "vare" odierne non sono certamente quelli originari del 1690, allorché i Superiori delle confraternite avevano acquistato per la corale rappresentazione della Giunta del Venerdì Santo.

Ben sei confraternite, come abbiamo già detto, sino a metà del secolo scorso, partecipavano con torce, croci, labari, alle processioni, trasformando, con i colori delle tuniche e delle mantelline, tutto in un fantasmagorico spettacolo di luci e colori, che raggiungeva il massimo dello splendore a notte inoltrata tra i canti dei laudanti.
Continua...

Foto sotto: i santi del venerdì di Pasqua


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