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LE NOCI FANNO BENE AL CERVELLO E “PROTEGGONO” DALLA DEPRESSIONE, SOPRATTUTTO LE DONNE
Fonte: fanpage.it - 12/02/2019
di Andrea Centini
Le noci sono preziose alleate della nostra salute mentale e tengono lontani i sintomi della depressione. Lo ha dimostrato un team di ricerca dell'autorevole Scuola di Medicina “David Geffen” dell'Università della California di Los Angeles. Gli scienziati, coordinati dalla professoressa Leonore Arab, docente presso il Dipartimento di Chimica Biologica dell'ateneo americano, sono giunti a questa conclusione dopo aver analizzato i dati alimentari di 26mila persone.

La ricerca. Poiché diversi studi precedenti avevano fatto emergere un'associazione positiva tra Dieta Mediterranea (che comprende il consumo frutta secca) e depressione, Arab e colleghi hanno deciso di indagare direttamente sugli effetti delle noci, già considerate un vero toccasana per la salute del sistema cardiovascolare e delle funzioni cognitive. Per questo hanno sottoposto ai partecipanti uno specifico questionario alimentare (riferito soltanto al consumo di 1 o 2 giorni) e ne hanno valutato i sintomi depressivi nell'arco delle due settimane precedenti. Tra i fattori presi in esame vi erano lo scarso interesse nel fare le cose; la difficoltà a prendere sonno o il dormire troppo; la stanchezza; il sentirsi poco energici; la difficoltà nel concentrarsi sulle cose; il parlare in maniera “anormale” e altri ancora. I punteggi relativi alla depressione sono stati ottenuti attraverso un questionario standard chiamato NANHES (National Health and Nutrition Examination Survey).

Statistiche.
Studio da approfondire. Benché sia emersa una relazione positiva tra consumo di noci e depressione, va tenuto presente che si è trattato di un ‘semplice' studio di associazione, senza rapporto di causa-effetto. Un altro limite della ricerca risiede nel fatto che sono state valutate le scelte alimentari dei partecipanti relative a un solo giorno, o al massimo due, dunque non rappresentative di un normale modello di consumo perpetrato nel tempo. Per questo i risultati dovranno essere confermati da ulteriori indagini più approfondite. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Nutrients.
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